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Questo sito è dedicato agli appassionati delle moto cruiser.

 

 

 

 

Regine della categoria sono sicuramente le Harley Davidson che da sempre rappresentano “l’originale”.

  Softail 1450 "2004"

Giapponesi, tedeschi ed anche noi italiani hanno inseguito la Harley prendendo a modello ed in alcuni casi copiando sfacciatamente i fortunati modelli della casa americana.

Caratteristica comune di tutte le cruiser è il motore bicilindrico a V.

Il 1700 Yamaha Il 1600 Kawasaki L'originale 1450 HD

 

    Moto Guzzi California

BMW R1200C

Le uniche case che mantengono una originalità nello schema del propulsore sono rimaste la Guzzi e la BMW che montano sui loro modelli delle unità bicilindriche aventi una disposizione  dei cilindri diversa rispetto alle americane e giapponesi. Come i motori americani questi propulsori sono le evoluzioni in chiave moderna della produzione tradizionale. Nel caso della Guzzi il motore è ancora quello degli anni 60 aggiornato nei materiali e negli accessori (cammes, punterie idrauliche, valvole, iniezione elettronica) mentre la BMW monta un bicilindrico completamente nuovo appositamente realizzato, si dice su sollecitazione dei molti clienti innamorati del vecchio bicilindrico boxer che era uscito di produzione.

 Fino a qualche tempo fa i giapponesi hanno progettato e costruito cruiser di bassa cilindrata, al massimo arrivavano a 1100 cc, la cilindrata più sfruttata era sicuramente la 600/650. Appartengono a questa categoria le motociclette che hanno decretato il successo delle moto custom negli anni 90, la Honda Shadow e la Yamaha DragStar sono state per qualche tempo anche le moto più vendute in assoluto.

Le cose oggi stanno cambiando e le cilindrate delle cruiser sono aumentate in modo esponenziale: la Kawasaki ha sviluppato un 2000, la Honda un 1800 e la Yamaha un 1900.

Cilindrate comprese tra i 1200 e i 1500 sono ormai da considerarsi normali, l’aumento delle cilindrate delle cruiser è avvenuto perché solo attraverso delle enormi cubature si ottengono coppie motrici, degne dei migliori trattori agricoli, che restituiscono però  un immenso piacere di guida.

Io sono un appassionato e convinto “customista”, vado in moto da sempre e non mi piace correre, preferisco condividere con gli amici il piacere di cavalcare una moto in gruppo, piuttosto che bruciare semafori o raggiungere i 300 orari a cavallo di un missile che pochissimi sanno realmente governare.

To ride, cavalcare, è appunto il verbo usato dagli americani, termine mediato dal periodo in cui andare a cavallo nel loro paese era l’unico modo per viaggiare, in qualche modo rappresentava anche uno stile di vita. Ecco il cruising si ispira a questo stile: molta avventura, lunghi viaggi nella natura. Certo in Europa, con il traffico che c’è, è difficile replicare i "run" negli sconfinati spazi americani tante volte celebrati nei film di Hollywood, ma vi assicura che lo scorso anno d'agosto in Spagna, attraversando l'Estremadura con più di 40 gradi, la sensazione ed il panorama erano molto simili.

Ho posseduto diverse Yamaha, l’ultima, una Drag Star, l’ho usata per 7 anni, l’ho amata come una donna e l’ho cambiata! Un mio amico di Perugia ha insistito per settimane per comprarla, ho ceduto! avrei voluto comprare la Yamaha Wild Star 1600. Ero convinto, poi però mi documentai e scoprii che dalla Yamaha in Giappone uscivano solo le nuove Wild Star 1700 destinate al mercato USA, pertanto quelle nuove ancora distrbuite in Europa rappresentavano la smaltimento delle scorte del magazzino di Schipol in Olanda quindi tutte costruite almeno due anni prima. Evidentemente queste rimanenze mantenevano tutti i difetti eliminati nella nuova realizzazione. In particolare il cambio la frizione e la cinghia di trasmissione. Ho quindi deciso, dopo molti anni, di cambiare marca e l’occasione me l’ha fornita la Harley Davidson o meglio il concessionario romano. Infatti, per una incredibile coincidenza, il mio amico concessionario della Yamaha è diventato concessionario Harley. Pertanto ho comprato la più giapponese delle Harley: la nuova Sportster XL 1200 Custom, ho cercato di mediare la straordinaria tecnologia giapponese con l'eccezionale tradizione americana. Il sito quindi descrive, molto modestamente, queste tre moto: la nuova Sportster, la vecchia Drag Star e la desiderata Wild Star. Se poi volete approfondire qualche argomento non esitate a contattarmi  utilizzando l'appropriato link. Buona navigazione.

 

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Ultimo aggiornamento: 16/08/2007 13.32